BARI, 24 GENNAIO DALLE ORE 17.00 ALLE 21.00

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L’IMPRENDITORE CHE NON USA IL DIGITAL È UN IMPRENDITORE MORTO

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    OSPITI DELLA SERATA

    L’imprenditore che non usa il Digital è un imprenditore morto (solo che non lo sa)

    Il mondo digitale per la maggior parte degli imprenditori è un argomento complesso e molte volte anche sconosciuto e spesso le aziende non lo vogliono affrontare per paura e ignoranza.

    L’elemento Digitale è stato frainteso, è stato scambiato per semplice “web marketing” e quindi ridotto ad una serie di attività la cui priorità è stata dettata troppe volte da venditori aggressivi che hanno piazzato le commesse con troppa facilità portandolo come una “soluzione magica” a tutti i problemi aziendali e presentandolo sotto la bandiera dell’innovazione tecnologica, invece nella maggior parte dei casi ha portato le aziende a scottarsi con progetti infruttuosi e costosi in termini sia di tempo che di soldi.

    Perché è importante parlare di questo tema:

    Bombe atomiche di “innovazione” che una volta sganciate spazzano via intere aziende e rivoluzionando interi settori (Amazon, AirBnB, Uber, Twitch.tv, Tesla sono solo alcuni esempi di aziende che hanno scardinato le regole di settori che sembravano solidissimi).

    In questo scenario ci sono 3 tipi di imprenditori:

    – Chi ignora completamente il fenomeno e pensa di essere al sicuro.
    – Chi costruisce fortificazioni sperando che il proprio “bunker aziendale” regga il colpo.
    – Chi è nella sala dei bottoni e decide quali sono le bombe da lanciare e dove farlo.

    La rivoluzione digitale è inevitabile, non c’è via di ritorno e l’unica vera questione è: che tipo di imprenditore vuoi essere?

    10 punti che verranno trattati nel corso dell’intervento:

    1. I problemi del mondo digitale che la maggior parte delle aziende si trovano ad affrontare
    2. Le principali cause dei problemi del mondo digitale
    3. Cambio di paradigma, il Digitale come Elemento
    4. Non esiste più il web marketing di una volta
    5. Internet Non Esiste
    6. Il Digital non è un lavoro per imprenditori
    7. La messa online è solo l’inizio del viaggio
    8. Aree personali e aziendali che vengono influenzate dal Digital
    9. Una mappa per guidare la trasformazione digitale
    10. Le responsabilità di affrontare il tema Digital in azienda e nella vit

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    Philip Dall'Igna

    Esperto di tattiche digitali ed orgogliosamente ‘nerd’ tecnologico. Grazie alle sue conoscenze e ai continui aggiornamenti su tutti gli strumenti digitali, aiuta aziende e imprenditori a sfruttare al meglio Internet e il mondo Digitale per migliorare i risultati in termine di vendite e ottimizzazione dei processi. Crede che il suo successo sia direttamente proporzionale a quello dei suoi clienti; non gli interessa portare a casa ‘il bottino’ a tutti i costi, ma creare Cultura Digitale per una vita migliore.

    Come Finanziare la Tua Impresa nel Nuovo Millennio

    Il mercato del credito per le PMI italiane, che sono la spina dorsale della nostra economia, 
    è sempre stato in larga parte dominato dalla presenza delle Banche.
     
    Negli ultimi anni, a causa della crisi dei mercati finanziari e della stretta data dalle Banche all’accesso al credito da parte delle imprese, si è alzata l’attenzione su quali potessero essere le forme più interessanti per una piccola media impresa italiana per poter finanziare il proprio progetto aziendale. 
     
    Le fonti di finanziamento possono essere interne, in caso l’azienda con la propria attività riesca ad autofinanziarsi, oppure esterne. In questo caso l’imprenditore può immettere risorse proprie nell’azienda o, in alternativa, indebitarsi con terzi finanziatori.
     
    Vuoi per scarsa conoscenza di come si possano reperire capitali sul mercato, vuoi per la scarsa fiducia generata da sistemi alternativi dovuta principalmente alla paura da parte dell’imprenditore di sperimentare nuove soluzioni, nel nostro Paese, è sempre stato preponderante l’utilizzo da parte delle imprese del credito messo a disposizione dalle Banche rispetto all’utilizzo di fonti alternative o complementari.
     
    Secondo una recente analisi del CNA, il totale dei finanziamenti delle Banche alle PMI nell’arco di tempo che va dal 2011 al 2016 è passato da 55,6 miliardi a 44,8 miliardi. 
     
    Questa analisi, condotta su sedicimila bilanci, ha evidenziato come le imprese abbiano cercato nuovi capitali attraverso l’indebitamento verso i propri soci o dilazionando i tempi di pagamento con i fornitori, provocando non pochi problemi agli stessi.
     
    Se pensiamo che le relazioni fra le aziende sono dominate da rapporti di causa effetto è facilmente comprensibile come la strategia di allungare i pagamenti verso i fornitori possa mettere a repentaglio facilmente la salute delle aziende.
     
    Qualche altro numero…
     
    Le imprese italiane reperiscono il 70% dei finanziamenti allo sportello bancario a differenza della Francia dove solo il 39% delle aziende se ne serve e del 45% della Germania.
     
    Questa dipendenza quasi totale dalle Banche come unico canale di approvvigionamento non è produttiva per l’imprenditore anzi, può essere molto pericolosa.
     
    Un po’ come quando un’azienda ha il 25/30% del fatturato che dipende da un unico cliente.
    Se salta quello, iniziano i problemi.
     
    Per questo è sempre più necessario parlare di fonti alternative al sistema bancario. 
    Anzi, più correttamente, è necessario dotarsi di fonti di finanziamento che possano affiancarsi ed essere complementari allo stesso.
     
    Andrea e Mauro tratteranno i seguenti punti nel corso del loro intervento:
    – Le fonti di finanziamento della propria impresa
    – La finanza ordinaria
    – La finanza straordinaria (emissione di mini bond, quotazioni all’AIM, interventi strutturati per far entrare nel capitale soggetti terzi)  
    – La finanza innovativa (Fintech, peer to peer lending, crowfunding, PIR) 
    – L’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dallo Stato (fondo centrale di garanzia e finanza agevolata) 
    – Le opportunità del microcredito e del credito diretto 
    – I metodi di valutazione dell’azienda da parte degli attori cui un imprenditore può rivolgersi per finanziare la propria attività 
    – Conoscenza e gestione del rapporto con gli istituti di credito  
    – Un occhio sul futuro: cosa succederà nell’imminente futuro e cosa l’azienda deve fare per non farsi trovare impreparata 
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    Andrea Cattin | Responsabile Nazionale Divisione Imprese Credipass Srl

    Responsabile Nazionale Divisione Imprese di Credipass srl, secondo
    player nazionale dell’intermediazione finanziaria con oltre 1 miliardo di
    intermediato. L’esperienza ventennale viene capitalizzata, attraverso
    l’analisi economico-finanziaria-creditizia del cliente, per individuare la
    migliore soluzione Creditizia presente sul mercato nell’ambito della
    finanza ordinaria (Banche, Leasing, Factoring, Confidi, FCG),
    straordinaria (dai Minibond alla quotazione all’AIM) e quella innovativa
    (Fintech).

    fagioli

    Mauro Fagioli | Mediatore creditizio presso Credipass Srl Divisone Imprese

    Componente CDA di Asset Advisors ed Area Manager Nord Italia Credipass. Esperienza quasi trentennale nel mondo delle imprese e nel mondo del credito che gli permette una visione molto amplia delle problematiche gestionali e finanziarie delle imprese ricercando soluzioni nell’ambito della consulenza direzionale e finanza strutturata.

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      Nelle serate di OSA Community si parla di sfide e opportunità che difficilmente vengono affrontate nelle associazioni di categoria: è un punto di incontro, collaborazione e conoscenza dei migliori imprenditori italiani.
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