CAGLIARI, 10 OTTOBRE DALLE ORE 17.00 ALLE 21.00

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INTELLECTUAL PROPERTY, UN VALORE PER OGNI IMPRESA

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OSPITI DELLA SERATA

INTELLECTUAL PROPERTY, UN VALORE PER OGNI IMPRESA

I diritti di proprietà intellettuale proteggono le risorse intangibili delle imprese

Le imprese traggono profitto dai diritti di proprietà intellettuale sulle loro creazioni e innovazioni. Nell’UE il 42% del PIL viene generato da settori ad alta intensità di proprietà intellettuale, che danno lavoro a 60 milioni di persone in Europa.

Le statistiche dicono che l’Italia è il Paese europeo più colpito dalla contraffazione, secondo solo agli USA a livello mondiale. Il 15% del valore globale dei sequestri di prodotti contraffatti è, infatti, relativo a marchi italiani. Gestire

correttamente la proprietà intellettuale comporta quindi un incremento fino al 32% del fatturato.

Per essere un’impresa vincente bisogna alzare l’asticella della tutela dell’innovazione, usando tutti gli strumenti dell’Intellectual Property (brevetti, marchi, design, copyright e know-how) per evitare di esporsi a notevoli danni economici e di immagine causati, anche inconsapevolmente, dalla contraffazione.

Verificare la tutelabilità e proteggibilità delle proprie idee consente di operare efficacemente sul mercato. Affinare la conoscenza della proprietà intellettuale significa capire che il potenziale della propria impresa è già realtà.

10 punti che verranno trattati nel corso dell’intervento:

  1. Dalle idee alla loro tutela, la creazione di un nuovo valore
  2. Brevetti, marchi, design, copyright, know-how / trade secrets come patrimonio aziendale
  3. Perché brevettare l’innovazione
  4. Perché tutelare i marchi d’azienda, di prodotto e di servizio
  5. Se la forma del prodotto è tutelata con design, il contraffattore non passa neppure dalla dogana e può essere fermato anche dal vigile urbano
  6. Il software innovativo è anche diritto d’autore
  7. In quali Paesi proteggersi e come impostare una strategia efficace
  8. Cosa succede al contraffattore se non ho tutelato le mie idee
  9. Cosa succede al contraffattore se ho tutelato le mie idee
  10. Quando il team di esperti specializzato in procedure di concessione dei titoli di proprietà intellettuale lavora quotidianamente con il team di legali specializzato in proprietà intellettuale, anche il contenzioso è vincente
montalto

Gaetana Montalto | Intellectual Property Consultant

Si occupa di Intellectual Property dal 1996, anno di nascita della LUPPI. Consulente in Marchi abilitati presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi), l’EUIPO (Ufficio dellUnione Europea per la Proprietà Intellettuale) e il WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale). È iscritta alle più importanti Associazioni internazionali del settore: AIPPI (Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Intellettuale) ed INTA (International Trademark Association). È socia di riferimento della Luppi Intellectual Property Srl, con sedi a Milano, Bologna, Modena. La Luppi Intellectual Property Srl è socia di Luppi Legal STP  A R.L. Società tra avvocati.

OTTIMIZZARE L’EFFICACIA DELLA DIGITAL TRANSFORMATION IN AZIENDA

 
«La “vita sullo scaffale” di una azienda è sempre più breve, tra le società parte di Fortune500 solo il 13% ha oltre 50 anni. La permanenza media nella lista è passata da oltre 60 anni nel 1960 a meno di 15 anni oggi. Perché Whatsapp non è stata creata da un’azienda di telecomunicazioni? Perché Uber non è stata creata da una casa automobilistica? Perché Instagram non è stata creata da Kodak? Perché Netflix non è stata creata da Blockbuster? 
 

6 punti che verranno trattati nel corso dell’intervento:

  1. Digital analytics
  2. Lead generation
  3. E-commerce
  4. User experience
  5. Iper personalizzazione
  6. Inbound marketing
giusti

Alberto Giusti | Co-Founder

Con 20 anni di esperienza in ambito Digital, dopo una laurea in ingegneria gestionale, ha fondato Guanxi, una società presente in UK, CH e IT che si occupa di Digital Strategy e che nel 2015 ha ricevuto il Google Award come preferred Partner in Italia.

BANCA D’ITALIA: L’UNICO VERO RISCHIO È NON CONOSCERLA

Conoscere i dati della tua azienda che la banca analizza.

In un contesto in cui la crisi ha colpito tutti i settori dell’economia, anche il settore bancario ne è rimasto coinvolto. Le nuove norme europee, sempre più restrittive, impongono alle banche logiche di valutazione del credito sempre più rigide.

Accedere al credito (ma anche mantenere gli attuali affidamenti) per le piccole e medie imprese italiane, sarà sempre più difficile. Se non conosci i dati della tua azienda che la banca analizza, è un po’ come giocare a scacchi senza conoscerne le regole.

Conoscere e analizzare i dati proprio come farebbe la banca, ti permetterà invece di attuare le azioni per migliorare l’accesso al credito della tua azienda (o quanto meno limitare il rischio di riduzione o revoca degli affidamenti).

Dallo scorso 15 marzo, la centrale rischi è elemento determinante per il calcolo dello score del Fondo di garanzia, per poter accedere alla garanzia pubblica fino all’80%. Anche la recente introduzione del “Nuovo codice della crisi di impresa”, rende imprescindibile conoscere i dati in centrale rischi

10 punti che verranno trattati nel corso dell’intervento:

  1. Che cos’è (e cosa non è) la centrale rischi Banca d’Italia
  2. La differenza tra la centrale rischi Banca d’Italia e le “centrali rischi private”
  3. Quanto è importante per la banca e quanto incide nel calcolo del rating
  4. Perché, per la banca, è più importante del bilancio
  5. Le informazioni principali che trovi in centrale rischi
  6. Come non subirle, ma gestirle “proattivamente”
  7. Quanto tempo rimangono le segnalazioni
  8. Come utilizzare questi dati, creandoti un vero e proprio metodo
  9. Come incide nel calcolo dello score del Fondo di garanzia
  10. L’importanza alla luce del “Nuovo codice della crisi di impresa”
foto damiani

Marco Damiani | Esperto in Strategia Bancaria

Pregressa esperienza ventennale nel settore bancario, come responsabile di filiale, conosce quindi le logiche di valutazione delle banche. Ha sviluppato strumenti di analisi della centrale rischi Banca d’Italia, ad oggi utilizzati da studi professionali e associazioni di categoria per la consulenza alle imprese. L’evoluzione dei servizi ha portato alla creazione del: Metodo “StrategiaBancaria” per Micro-imprese e Metodo “CentraleRischiPRO” per aziende più strutturate e professionisti.

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